ascolta la lira (Galleria Foto)
Tra gli
strumenti presenti in Calabria, la lira calabrese è
sicuramente il meno conosciuto e studiato,
sembra sia comparso in Calabria fra il IX e l'XI sec., a
seguito delle invasioni bizantine.
L’area che la lira sembra aver occupato in Calabria,
costituisce una sorta di quadrilatero che attraversa la
regione da una costa all’altra, ai cui vertici si trovano
Vibo Valentia e Nicotera sul Tirreno, Locri e Gioiosa
Ionica sullo Ionio. Sul versante tirrenico l'uso si perde
intorno algi anni '50. Per quanto riguarda il versante
ionico, la situazione risulta fortunatamente migliore. Qui
la memoria storica dello strumento si mantiene piuttosto
viva e se ne ricorda la presenza, in passato, nelle più
importanti occasioni di festa della collettività (Natale,
Capodanno, Epifania, Carnevale, matrimoni, battesimi).
Le forme delle lire sono varie, da alcuni esemplari di tipo
“piriforme” ad altri a “lancetta”.
Lo strumento viene ricavato da un unico blocco di legno
stagionato (ciliegio, sambuco, eucalipto, pioppo) su cui si
incolla una tavola armonica,le caratteristiche sono:
assenza di tastiera sul manico, tre corde in budello, anima
in canna mobile, cavigliere nel quale sono inseriti i
bischeri o
pirozzoli. L’accordatura
della lira oscilla, in altezza assoluta, nell’ambito di due
toni FA e LA, utilizzando quindi una gamma omogenea e
piuttosto acuta di suoni, particolare e l'uso della corda
centrale che viene
suonata di continuo e tastata soltanto in alcune cadenze,
fa da bordone (quarta inferiore).
Normalmente
viene poggiata sul ginocchio sinistro, oppure tenuta ferma
tra le gambe, vicino al corpo del suonatore, quasi
appoggiata al petto. La lira suona spesso in
accoppiata con la chitarra battente, o in quartetto
con
fischiotti e
tamburello.





Nella bottega si
realizzano vari modelli: bottiglia, lancetta, pera e su
richiesta anche il famoso modello detto "du barilli".
Grande cura viene prestata nella scelta dei materiali, le
essenze impiegate per la cassa sono ciliegio, nespolo,
acero, noce; la tavaola armonica è di abete della Val di Fiemme
e
tutti i modelli montano rigorosamente corde di budello
naturale.
Alcune sequenze fotografiche sulla costruzione dello
strumento: