La zampogna in Calabria

La zampogna per definizione può essere considerato lo strumento principe della musica calabrese.
Costituito da due parti: la sacca o otre, in pelle di capra con funzione di riserva d’aria, e lo strumento in legno (erica, mandorlo, albicocco, ultivo, ciliegio, ecc.). A sua volta lo strumento è costituito da un testale (ceppo con forma tronco conica o tronco piramidale, in cui sono innestate le canne sonore) due charter o canne melodiche e due o tre bordoni.
Lo strumento è ancora presente in molte aree della Calabria con carratteristiche differenti in base all’area di appartenenza.
Per la sua forma e parti animali, si presta anche a significati magico-rituali, connessi alla vita agro-pastorale, nel cui ambito assume grande rilievo.
Compare o compariva, in varie occasioni: battesimi, matrimoni, serenate, Natale, Capodanno, Epifania. Nelle feste la zampogna assolve a una duplice funzione sacra e profana attraverso due generi:
la pastorale o la processionale, lente e solenni;accompagna la processione e soleva un tempo accompagnare la messa in chiesa; la tarantella, veloce e ritmata, accompagna il ballo.
In Calabria è possibile rinvenire quattro tipi di zampogna, con caratteristiche proprie per ciascun tipo:
zampogna a chiave, (di accompagnamento) area di diffusione la provincia di Catanzaro (Serre) e Cosenza (estremo nord - Pollino);
zampogna a moderna, (solista) area di diffusione la provincia di Reggio Calabria (area grecanica);
zampogna a paru, (solista) area di diffusione la provincia di Reggio Calabria;
zampogna surdulina, (solista) area di diffusione la provincia di Catanzaro e Cosenza (aree albanesi);
Caratteristiche comuni dei quattro tipi sono: numero delle canne, tutte funzionanti, mai inferiori a quattro; ceppo o testale, otre di pelle di capra; cannello di insufflazione.

Altri tipi di zampogne


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